Prospettive future per la rete di trasporto pubblico e la mobilità cittadina

FLOWS goes on site: estratti dal primo dialogo

“Smart City: Materials, Technology & People” è il titolo della mostra-evento sul tema della città intelligente svoltasi a Milano dal 17 aprile al 12 maggio: un’occasione di riflessione sul tema della mobilità urbana sostenibile e smart. All’interno di questo contesto, FLOWS ha curato tre dialoghi volti ad esplorare queste tematiche attraverso le parole di progettisti ed esperti, chiamati a raccontare la loro esperienza e a fornire uno sguardo internazionale sulla città e la mobilità di domani.
Riportiamo di seguito un estratto dei contenuti del primo incontro “Intermodalità: prospettive future per la rete di trasporto pubblico e la mobilità cittadina”, che ha visto come protagonisti Massimo Ciuffini, Coordinatore Area Mobilità della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Roberto Timo, Strategy Development Manager – Railways Technologies & Rolling Stock di NET Engineering S.p.A. e Christoph Von Nell, a capo del dipartimento Traffic Consulting di Spiekermann GmbH Consulting Engineers. L’appuntamento è stato moderato da Leonardo Previ, Presidente di Trivioquadrivio.

La progettazione di un sistema di trasporto all’interno di un contesto cittadino richiede un lavoro che prende in considerazione, tra le altre cose, i temi dell’intermodalità e della progettazione dei flussi.
L’incontro ha voluto declinare questi due aspetti attraverso l’approccio dell’ingegneria di sistema che, nelle fasi di progettazione di sistemi per la mobilità, permette di prestare particolare attenzione ai sistemi naturali nei quali si inseriscono e, conseguentemente, al tema della sostenibilità.
Si tratta di un approccio sistemico particolarmente innovativo e creativo che, a partire da una molteplicità di temi di tipo ingegneristico, ma anche trasportistico, urbanistico e sociale, è in grado di offrire ascolto e dialogo con gli interlocutori e di mantenere uno sguardo progettuale sul lungo periodo.

Una visione sistemica, infatti, tiene in considerazione tutti i tasselli di cui il complesso mosaico progettuale è costituito, anche quelli di natura non prettamente tecnica, e consente di mantenere il controllo dell’evoluzione del progetto partendo dalla fase in cui le idee cominciano a tradursi in forme fino alla ricerca delle soluzioni che massimizzano i benefici per la collettività, utilizzando al contempo strumenti di ausilio alla comunicazione della progettualità con tutti gli interlocutori del sistema.

L’analisi di un sistema nel suo complesso richiede la partecipazione di diversi attori che, insieme al progettista, conoscono e agiscono su quel sistema con ruoli e funzioni differenti (committente/pubblica amministrazione, soggetto esecutore, stakeholders, etc.). Affinché soggetti di natura e competenze così diverse possano avviare un dialogo efficace su temi complessi e trovare le soluzioni indispensabili per la buona riuscita del progetto, è stato necessario individuare strumenti che rendano facilmente comprensibile ed accessibile il progetto ingegneristico non solo agli occhi di esperti e tecnici.

Le recenti innovazioni tecnologiche hanno permesso di fare passi avanti significativi in tale direzione: il rilievo del contesto e la ricostruzione del quadro conoscitivo generale mediante la metodologia Mobile Mapping System è uno tra gli strumenti più innovativi utilizzati dall’ingegneria di sistema poiché, attraverso la riproduzione tridimensionale del modello digitale dell’ambiente nel quale si va a inserire l’infrastruttura, rende facilmente visibile l’impatto della stessa e permette di anticipare eventuali problematiche che si potrebbero incontrare in corso d’opera, sia per aspetti di carattere tecnico che in relazione all’esperienza di viaggio dell’utente.

La travel experience è indubbiamente un altro tema di forte interesse nella progettazione di un sistema di trasporto. Si tratta di un’evoluzione dell’approccio progettuale al servizio ed all’infrastruttura, che si orienta verso un approdo sostenibile e orientato ai bisogni dell’utente.
Per comprenderne le ragioni, è necessario prendere in considerazione l’evoluzione della mobilità personale, in particolare di quella automobilistica. L’auto è stata pensata per realizzare il sogno della continuità. Tale sogno incontra oggi particolari difficoltà, soprattutto in contesti urbani con carenza di parcheggi o con flussi di traffico congestionati. Dato per certo che il bisogno di continuità resti invariato per l’utilizzatore finale, è necessario individuare soluzioni diverse per garantirlo, soluzioni che pensino appunto in un’ottica di sistema e di maggiore sostenibilità.

Due sono gli elementi che permettono di attuare questa trasformazione: innanzitutto un’infrastruttura moderna, progettata sin dalle fasi iniziali per essere intermodale, in grado di dialogare autonomamente con l’utente e di accogliere in modo efficiente i flussi che la animano. In secondo luogo, e ancora una volta, la partecipazione di attori con ruoli differenti, in grado di implementare politiche che predispongano i cittadini a cambiare il proprio mindset nei confronti delle abitudini di mobilità, incoraggiando l’uso di sistemi di trasporto alternativi a quelli privati, che oggi non includono solo il trasporto pubblico, ma anche le opportunità offerte, ad esempio, dalla sharing mobility.

La partecipazione di Cristoph Von Nell al dialogo ha permesso di raccogliere alcuni spunti interessanti in merito a questi temi.
Con la Spiekermann GmbH Consulting Engineers, Von Nell ha collaborato all’ideazione di un sistema di trasporto intermodale per la città di Colonia nel quale non si è voluto solamente progettare la connessione e la sincronizzazione dei diversi sistemi di trasporto, ma si è anche prestata attenzione – fin dalle fasi ideative – all’esperienza di viaggio dell’utente, al quale verrà offerta l’opportunità, per esempio, di pianificare e prenotare un viaggio direttamente dal proprio smartphone.

Inoltre, si è provato a immaginare qualcosa che andasse oltre la possibilità di offrire all’utilizzatore finale “il mezzo giusto al momento giusto”: ancora una volta, il lavoro congiunto di progettisti e attori diversi ha permesso una progettazione condivisa dei luoghi di interscambio, rendendoli particolarmente efficaci dal punto di vista non solo ingegneristico (si tratta di stazioni con una maggiore frequenza dei mezzi di trasporto e con postazioni per il bike e il car sharing), ma anche architettonico e funzionale. Oltre a essere luoghi efficienti, le stazioni di interscambio sono state progettate per essere attraenti e accessibili per cittadini e pendolari.

È proprio la condivisione delle informazioni tra diversi attori che ha facilitato la progettazione dell’intermodalità: infatti, comprendere le logiche che generano i comportamenti degli utenti attraverso l’esperienza che hanno di loro i diversi soggetti chiamati in causa, permette di orientarne i comportamenti e di migliorare la progettazione dei servizi a loro dedicati.

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Articolo a cura della redazione di "Flows. Modelling mobility"